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Autore Luigi Rapuzzi
Titolo "Vitrum" di Martini, Udine
Epoca 1933
Materiale e tecnica Bozzetto - Biacca su carta nera
Stampa Litografia G. Chiesa - Udine
Dimensioni 22,5x17,5 cm
Descrizione e note Il bozzetto di L. Rapuzzi per la Vitrum di M. Martini raffigura un'elegante busto di donna che ricorda molto una delle seducenti Muse addormentate di Constantin Brancusi dalla forma ovoidale primaria e caratterizzate da una forte purezza espressiva. Anche nel bozzetto di Rapuzzi si può leggere l'espressione di un linguaggio, di uno stile, ridotto all'essenziale, nella sua estrema sintesi, con quelle sue forme pulite ed allungate. L’immagine femminile creata da Rapuzzi, in tutta la sua ricercatezza, intende illustrare e riflettere con efficacia stile e qualità della ditta udinese pubblicizzata. Si legge infatti tra le pagine della rivista friulana La Panarie: "La Vitrum di M. Martini. Grandiosi Magazzini specializzati per l'articolo casalingo e da regalo. I più importanti e assortiti del Regno. Porcellane, terraglie, vetrerie, cristallerie estere e nazionali. Porcellane artistiche, bronzi, rami, cuoi, maioliche, ecc. Collane per Signore ultime novità e creazioni. VISITATE LE QUINDICI VETRINE!". Luigi Rapuzzi, nato a Sacile (allora in provincia di Udine, oggi di Pordenone) il 14 maggio 1905, fu un artista che avrebbe raggiunto, negli ani seguenti, una certa notorietà, sia nazionale che internazionale, con il nome d'arte di L. R. Johannis. I suoi primi interessi si erano volti verso la pittura: amico di Depero, Prampolini, Russolo e Severini, si era mosso nell'ambito del futurismo; molte sue opere giovanili sono andate però disperse dopo il 1943, allorché il giovane Rapuzzi era entrato nella Resistenza, venendo arrestato per due volte dalle autorità della Repubblica Sociale Italiana. A guerra finita si trasferisce per qualche anno negli Stati Uniti d'America, dove si fa notare come pittore con alcune mostre collettive e personali, nonché nella decorazione di una chiesa di New York. L'esperienza, però, nel complesso si rivela deludente, tanto che decide di rientrare in Italia all'inizio degli ani Cinquanta. Qui comincia a scrivere romanzi di fantascienza, dando un contributo originale a questo ramo della letteratura "di genere" che in Italia muoveva ancora i primi passi. Era anzi prassi che i giovani autori italiani assumessero dei nomi d'arte fantasiosamente anglosassoni; e Rapuzzi scelse quello di
"dottor Johannis" o, anche, L. R. Johannis.


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