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Autore Anonimo
Titolo Cassa di Risparmio e Monte di Pietà di Genova. Bimbi balilla.
Epoca Anni '30 del '900
Materiale e tecnica Bozzetto - Matita e tempera su carta
Stampa Grafiche - Chiesa - Udine
Dimensioni 48x34 cm
Descrizione e note Bozzetto generico, probabilmente per un calendario, eseguito per la Cassa di Risparmio e Monte di Pietà di Genova, in cui - affidando l'educativo messaggio del risparmio a una rassicurante iconografia infantile - si raffigurano due giovani balilla alle cui spalle si staglia un paesaggio marino della città ligure. Ad incorniciare la veduta un ampio varco dalle cui forme emergono due fasci littori che si ritrovano anche, com'era in uso all'epoca, nello stemma cittadino " d'argento alla croce di rosso, cimato di corona ducale, col cimiero della testa di Giano bifronte ed i sostegni di due grifoni". Il Monte di Pietà di Genova venne fondato nel 1483. Nel 1846, dopo l’annessione della Liguria al Regno sardo, Carlo Alberto firmò il Regio brevetto che autorizzava il Monte di Pietà ad istituire una Cassa di Risparmio «da aggregarsi allo stesso Monte». Solo due anni dopo vennero aperti al pubblico gli sportelli del nascente istituto denominato “Cassa di risparmio presso il Monte di Pietà di Genova”. In seguito ai grandi cambiamenti legislativi avvenuti a livello nazionale, nel 1895 la Cassa di risparmio di Genova iniziò una nuova fase di sviluppo, mantenendo comunque accanto alla nuova denominazione anche la vecchia dizione Monte di Pietà, successivamente modificata in Monte dei pegni, giudicata più rispettosa nei confronti di chi doveva farvi ricorso. Si dotò quindi di un proprio statuto, vennero effettuate importanti riforme amministrative, e pur continuando a prestare particolare attenzione al prestito su pegno, si adottarono particolari misure aventi lo scopo di ottenere un più netto rafforzamento patrimoniale. Nel 1929 un decreto del governo obbligò la Cassa ed il Monte, che fino a quel momento erano comunque rimasti due istituti separati, ognuno con il proprio statuto, patrimoni distinti e presidenti diversi, alla fusione in quanto il Monte non raggiungeva i cinque milioni di depositi fiduciari previsti dalla legge. Fu questo l’inizio di una nuova trasformazione che portò dieci anni più tardi, nel 1939, alla definitiva scomparsa del Monte dei pegni: l’istituto prese infatti la
denominazione esclusiva di Cassa di risparmio di Genova, mantenendo al suo interno solo un’apposita sezione dedicata al prestito su pegno.


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